domenica 25 settembre 2011

E intanto qui è silenzio e notte Eleonora. Sei la mia rovina.

Smetto di tremare.
Qualche minuto dopo.
Smetto di desiderare di essere altrove.
Quando io, sbronza, lo saluto. E lui sopra una spalla mi dice che assomiglio ad Amélie stasera.
E io avrei voluto prenderlo per le gambe e lanciarlo via come quei giganti che alle Olimpiadi lanciano gridando qualche oggetto. Come se gli avesse fatto qualcosa.
Lo lancerei per prendere la medaglia. O anche un piccolo attestato da appendere in camera.
Nella parte vuota del letto dove non c'è più lui. Dove adesso ci sono solo polvere e incenso consumato.


Ho dimenticato una cosa. 
Al suo fianco c'era una ragazzetta, coi capelli lunghi e scuri. I fianchi ben formati. Proprio come piace a lui,
Proprio come ero io.
A. quella sera mi fa un lavaggio del cervello. O ci prova almeno.
Non ha capito che non ho più niente, che non c'è più niente. 
Che il cuore l'ho messo in un vaso, sotto alcol, per  conservarlo. 
Per i posteri. 
Per far sapere a chi non ci crede che sì, c'era.
Solo perché non gli ho potuto dare anche quello. 
L'avrebbe bruciato come ha fatto con tutte le mie lettere. 


Scosse e terremoti. Il tempo previsto per oggi è risentimento con consistenti precipitazioni di lacrime. Starebbero bene sulla bocca di Misty Marie Kleinman queste parole.


Spiego che non è più lui. Come nei fumetti quando qualcuno viene posseduto da qualche spirito o da qualche creatura malvagia. 
Ha le stesse sembianze ma nessuno lo riconosce più. Ecco.
Ogni tanto sceglie di mostrarsi com'era una volta.
Finisce poi che questi, li salvano all'ultimo, appena prima che il mostro li possegga irreversibilmente.
Io non so se ci entro ancora nel costume da Wonder Woman per venirti a salvare.
Anche perché probabilmente ti piaci più da mostro. Cosa ti dice lo specchio?


Mi abbandono. A lui. Lo lascio scorrere senza opporre resistenza. 
Lascio che si infiltri in ogni fibra. Lascio che si sparpagli come un tumore, qui, dietro la testa. 
Tenda sottile calata sugli occhi. Filtro e filigrana della mia realtà.


No, io da qui non ci esco.
Lasciatemi morire, Madonna senza il Cristo tra le braccia.
Giuro, non farò molto rumore. Giusto un ultimo grido.
Poi mi spengo.





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