Quando alcuni si picchiano (o almeno ci provano), altri scopano (o almeno ci provano).
"So già che domani me ne pentirò". Che classe, davvero. Per una volta che taccio io, cominci tu a straparlare.
Stavolta sì che ho io le redini.
Per la prima volta mi sento avanti. Un passettino più in là.
Sparisce tutto, Tisi, laMadonna, tutto. E divento solo una con cui finire una scatola di preservativi.
Ti faccio notare che ho visto che la tieni in borsa. E che ce n'è solo uno. (l'altro era la prima metà di me).
"Si fa quel che si può" ammicchi. Stasera lo stile non è dalla tua parte, sappilo.
Che gente frequenti? Parli come una puttana.
Che bene che mi sento a svuotarti e a non sentirmi morire per una volta. E non sono nemmeno ubriaca.
Non più affar mio. Ecco quello che sei. Certo, puoi entrare quando vuoi. Ma non sarò più io. Sarò il risultato meraviglioso delle nostre sottrazioni.
Mi sono arrampicata su per il piano cartesiano per allontanarmi da quel centro maledetto.
E da quassù, ti dirò, la vista non è poi così male.
E me ne torno a casa rilassata. Per una volta. Senza sognare di lanciarmi contro ogni ostacolo. Senza sognare di accettarmi la testa e tirarti fuori da lì.
"Visto da qui tu non sei più Dio." dice Paola.
Io almeno le scatole ho la delicatezza di non fartele trovare.
Questo è solo il primo

Nessun commento:
Posta un commento