Masturbati.
Masturbati ancora dentro di me.
Non prenderla nemmeno la panetta di burro stavolta, fammi pure male.
Sussurrami parole d'amore mentre ti masturbi dentro di me.
Mi sentirò più vicina a lei.
[più di così]
Prendimi ovunque, adorami per lo più all'aperto.
Chissà in macchina se ti sei accorto.di tutte le canzoni che parlavano di me.
Entra, senza chiedere il permesso.
Prendila la panetta di burro, per lubrificarmi le labbra, perché quello che voglio dirti farà male. Più a me che a te.
Mi prendo il tempo per rivestirmi.piano.mentre tu dormi.
Scivolo silenziosa dentro i jeans.
Mi siedo per rimettermi i calzini e lì cedo.
Mi abbraccio e regalo al tuo parquet le mie lacrime silenziose. Le pesto per asciugarle, per punirle per non avermi chiesto il permesso.
Pochi e stanchi pensieri girano per la mia testa.
Il binario 5 mi attraversa i polmoni. Che bello eri quel giorno.
Ci si credeva ancora. E io partivo a stento. Mi sentivo mandata al confino, non al confine.
Ritorno sconvolta sul parquet. Mi infilo le scarpe e vado in bagno. Sorrido di sfuggita a tua madre.
Torno a svegliarti. Un po' dolce come ai vecchi tempi, un po' mamma scocciata. Lo percepisci e mi chiedi di sedermi lì sul letto vicino a te. Sputo un sorriso mal fatto sulla mia faccia stropicciata e ti dico che non serve, che ti devi fare la doccia sennò sei ancora in ritardo.
Non ne sei convinto e si vede, ma riesco a fingere bene. O tu riesci a fingere di non accorgertene.
Mi offri un caffè sotto casa tua. Parliamo d'altro.
Il mio sguardo sfugge al mio controllo, le mie orecchie anche.
''Cucciola cos'hai?'' ''La vuoi smettere di uccidermi?'' vorrei risponderti io.
Riappiccico il sorriso di prima che forse stavolta diventa solo una smorfia.
Scappa Tisi, scappa da quella cosa.
Vai, comprane cento di panette di burro.
E anche una cisterna d'acqua.
Bisogna spegnerle 'ste cazzo di braci.

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