mercoledì 29 settembre 2010

Noia e lacrime di un mercoledì

Un amore muore.
Tutti gli amori muoiono. Possono morire.
Tranne quelli nati a Parigi.
E' impossibile non amare a Parigi.
E' per quello che ci vedremo lì.
Per amarci dopo dieci anni. Per amarci come non siamo riusciti qui.
Non ci credi? E invece ce la faremo.
Trent'anni. E trentatré. Ci ameremo. Tardi, ma noi non siamo mai stati al passo.
Però ogni tanto ricordami.
Suonami magari.
Festeggeremo il nuovo anno con l'amore in bocca, talmente tanto che avremo la guancia gonfia da un lato.
Me lo vedo già il tuo sorriso sbiadito, me lo vedo già il mio storto, sconnesso, che si ribella ai muscoli del mio viso.
Sorriderò di più.
Vivremo quel giorno amandoci, come mai abbiamo amato prima di quel giorno e come mai ameremo dopo.
E poi via, tu col tuo aereo, io (spero) solo con le chiavi di casa.
Prima metro. Sorriderò ebete al vetro sentendo gli sguardi dei passegeri che si interrogano su una mia eventuale tossicodipendenza.
Immagino il tuo, mentre torni dalla tua famiglia cercando di sopprimere tutto, come fai sempre.
Non moriremo a Parigi. Risorgeremo.
Cammineremo per mano con le nostre vite, silenziosi come sempre, pensando a chissà cosa ma chi se ne frega.
Siamo lì e ci basta.
E' tutto fermo.
''Il prossimo, il remoto, il passato e il futuro non sono più niente''.

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