Inizia così.
Con me che bevo e non pago.
Con noi che beviamo con la scusa di sdebitarci a vicenda.
Con me che finisco sbronza a fumare in maniche corte. Il giorno dopo me ne pentirò.
Con noi che salutiamo e rientriamo. Andiamo in bagno e ti perdo, ma sono persa anch’io e volo a ballare.
Ti rivedo e ti avvicino.
Mi riallontano e mi riavvicino. Come se volessi stare ma.
Poi succede che torno. E mi fermo.
E tu mi disegni la tua vita sul bordo di un bicchiere.
E io non ci sono.più.nella parte dei cattivi.
‘’Per ora, sei tu. E basta.‘’, mi dici giocando con la parte del bordo dei buoni. È piccolina, ma ci si sta.
Ringrazio Dio e le multinazionali dell’alcool per avermi regalato un contegno, almeno nell’espressione.
Ti invito a ballare ma non vuoi. Dici che preferisci guardarmi. Non ballo più.
Ma poi me ne dimentico e vado.
Ma torno quando le canzoni non mi piacciono.
O per vedere che il Boscaiolo o qualche altro pervertito non ti stia importunando.
Scrivi.
Cosa?
Non posso dirtelo.
Insisto più volte, persino il giorno dopo. Ma niente.
La notte mi sveglio, guardo l’ora, ma sono dalla tua parte del letto ed è il tuo telefono. Sì, ci ho provato.
Manonhoavutoilcoraggioèancoraunsegretook?
Certe cose vanno lasciate così.
‘’Sei bellissimo’’ ti dico più tardi, sotto le coperte. ‘’Sul serio, non guardarmi così, sei veramente bellissimo’’ rispondo alla tua espressione sempre poco convinta.
Ma così facendo ti convinco ancora di più della mia sbronza imperiale.
Lo eri. Lo sei.
E poi mi viene da sotterrarmi perché litighiamo. E io non litigo mai con nessuno, cazzo.
Con te poi. Che con quella faccia. Come si fa.
´Hai gli occhi da bambina’ mi dici a pranzo.
Che a tratti ha un che di Ultima Cena. Ecco perché mi sono versata l’acqua da traditrice.
Arrivo a casa, mi sfilo la pelle e la appendo alla sedia.
Lo sto gestendo male questo post-sbronza. Malissimo.
Sono tutti felici per me. Rabbrividisco.
Mi sveglio un paio d’ore dopo mummificata dall’acido lattico, blaterando qualcosa nel sonno.
Mi metto i capelli in faccia, mi fa sentire piccola. E protetta.
Non quanto basta, oggi.
Vado a lavarmi e controllo le ferite di guerra. Nella norma.
E mi sento come se avessi dimenticato da te gli organi.
[ti basti sapere che sono qua dietro].

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