venerdì 7 gennaio 2011

Second. Pas deuxème*.

Conto le tue dita nei segni che mi hai lasciato.
Programmiamo eternità di inchiostro.
Coperte fine che scaldano più di tutte. Misteri del tessile.
E le 8 e 30 arrivano presto tra taralli, torte, kiwi e vendicative unioni.
Che ci cerchiamo come si cerca una cosa che sta scappando, che la stringi più che puoi.
Scappando. Da chi poi. O da cosa.
Un puntino. Che non sappiamo bene dove. E tu vorresti una parola.
Ma le parole sono fonti di malintesi, lo dice anche Saint-Exupéry.
Un puntino. Che suona più di marchio a fuoco.
Mi baci quelle ferite a forma di disegni e lettere e le sento bruciare.
Scelgo così il prossimo. In base a dove mi bruci di più.
Comincio a sognarti con persone troppo diverse da me per poterlo accettare.
Mi sveglio e contrabbando parole al lavoro, nascondendomi da quelle espressioni schifate con un’espressione altrettanto schifata. Stessa faccia, origini diverse.
Mi realizzo in questa tastiera scolorita interrompendomi per salutare qualche faccia da cazzo con qualche decina di migliaia di euro che non sa come spendere.
Pregusto il rumore della mia Olivetti nel riscriverlo. So che lui mi invidia per questo.
Scopro anche altre cose in questi giorni:
che compiere gli anni non è sempre così bello. All’inizio. I fine serata sono le cose che preferisco.
Quando tutti sono a letto e non ti possono sentire. Quando ti liberi delle persone scomode e rimangono quelle che. Quella  che.
Chissà cos’avrà visto M. nei tuoi occhi. Ho paura di quello che mi potrà dire. Mi basta quello che ci vedo io.
[sottolineo il tuo nome mentalmente. Mx rimane e rimarrà il migliore].
Ah. Un’ultima cosa. Ti voglio chiedere scusa. Per non capire ancora mai quando devo andarmene.



*Second: secondo di due.
Deuxième: secondo di tanti.

2 commenti:

  1. Fenomenale Ila... non trovo molte parole per esprimere la tua sconvolgente capacità d'espressione. Unica.

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  2. Sei sempre troppo clemente. E io troppo spezzata per sorriderne. Aspetto il pranzo/cena/qualsiasicosabastachecivediamo.
    Grazie angelo.

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