lunedì 27 settembre 2010

Ci vuol poco a scordarsi da dove eri partito

Non c'è giustizia.
E non è retorica.
Questa cazzo di giustizia non c'è.
Si è nascosta chissà dove. Per dispetto.
La cercavano in troppi.
Forse aveva qualche losco affare per le mani.
Fatto sta che la signorina è assente.
E 100 chiamate al giorno non bastano a farla tornare. Neanche 150.
Esigente.
Ma esente. Da meritocrazia.
Ci tiene a mantenere la sua verginità a scapito del c**o degli altri.
Ma sì, scriviamolo. Culo.
Destinati all'omosessualità. Quella passiva.
Quella che o la ami o la odi.
Ma non imparerai mai ad amarla.
Perché senti che lì non ci dovrebbe entrare niente.
Ma spinge, e tu aspetti solo il momento della stoccata.
Che arriva in un soleggiato mezogiorno di fine settembre, quando il tuo culo, appunto, si è abituato a sprofondare in una sedia scomoda,
quando la Ballata del Lavoro Interinale ti gira in testa e te la senti sulla pelle forse per la prima volta,
quando gli insetti fuori combattono con il vetro a specchio,
quando gli aerei lasciano il segno e tu vorresti essere lì ma anche no.

Proprio lì.
Entra che è un piacere. Ma anche no.
Ma entra facilmente,
vero Clara?

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