Le luci del senso opposto mi inghiottono, facendomi trasalire.
La mia Treviso mi assomiglia, bella, storica, conformista, corrotta, e i lavori in corso sul put bloccano il traffico dei miei pensieri.
Guardo la spia sempre accesa della riserva e mi riconosco anche in lei. Dieci euro non bastano mai a spegnerla.
Un'onda rossa di semafori ferma la mia corsa alla vita. Vado sempre troppo veloce nonostante le tue raccomandazioni e le tue scale.
E come Donnie, seguo il wormhole che mi spinge sempre troppo in là.
E rido, perché non ho mai avuto un uomo capace di dirmi ''vuoi essere mia?''. Mai.
Ma forse accontentarmi è il mio destino, la mia trama inconcludente, la mia perdita costante.
Devo smetterla di credere, devo smetterla di crederti, oh genere umano.
Sei subdolo, sei uomo, sei portato a un rivoltante machismo che mai darà redenzione ai miei stupidi sogni d'amore.
Un grazie a tutti, a tutti coloro che mi hanno voluta e lasciata andare.
Grazie amori miei, per avermi regalato fin da giovane questa mesta disillusione nella veridicità dei sentimenti.
Grazie di cuore, quel cuore che avete accarezzato e punito per la sua bellezza.
Grazie per avermi tolto la mia verginità, grazie per averlo fatto nella maniera più barbara.
Grazie per ricordarmi la mia inutile particolarità, grazie per avermi calpestata nonostante ciò.
Ed io a tutti voi, tutti insieme, dichiaro il mio amore nero, nobile pagamento della tassa impostami per avervi regalato me stessa.
Grazie nobili cavalieri per aver assassinato la vostra puttana troppo sentimentale.
con nero amore,
Ilaria

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